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"L’Enterprise 2.0 alla resa dei conti": i risultati della ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano.


Altea, tra gli sponsor dell'iniziativa, presenta l'esperienza progettuale di Reed Business Information

Di fronte ad un folto pubblico, convenuto presso il Campus Bovisa di Milano, è stato presentato il 27 aprile il risultato dell'Osservatorio del MIP (School of Management - www.osservatori.net) del Politecnico di Milano sull'adozione degli strumenti definiti Enterprise 2.0.
Quanto sinteticamente emerge dalla ricerca è che la crisi non ha fermato il fenomeno dell'Enterprise 2.0, ovvero non ha rallentato la diffusione, nelle aziende italiane, di strumenti quali Social Network & Community (SN&C), Unified Communication & Collaboration (UC&C) e di Enterprise Content Management (ECM), così come si evince dai dati e dalle informazioni nel seguito riportate.

All'interno poi della sessione pomeridiana, intitolata “Verso un Sistema Informativo 2.0? La trasformazione in atto dei sistemi informativi aziendali: dalle SOA ai nuovi modelli di offerta Cloud e SaaS”, moderata dal Prof. Stefano Mainetti del Politecnico (Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Enterprise 2.0) sono stati presentati alcuni casi aziendali, tra cui quello curato da Altea relativo al “Progetto Gap Analysis: riallineamento dei processi in Reed Business”, ad opera dell'IT Project Manager di RBI Dott. Marco Galeotti.

Reed Business Information ha avviato da tempo un percorso di introduzione ed utilizzo di strumenti e tecnologie evolute per favorire la flessibilità e la riconfigurabilità dei processi al variare della strategia aziendale, con l'obiettivo di rispondere prontamente ai cambiamenti del mercato di appartenenza sempre più dinamico, riducendo quindi il proprio time to market. In particolare, per il biennio 2010/11, mettendo a frutto l'esperienza e la competenza del partner Altea, sia in ambito gestionale che tecnologico, RBI ha previsto l'introduzione di un BPMS, la costruzione e gestione di servizi per le architetture applicative (SOA e Mash up) e una graduale fruizione di servizi applicativi erogati in modalità as a service (SaaS). La ricerca dell'Osservatorio del Politecnico ha coinvolto 107 CIO e 62 responsabili HR italiani e ha messo in evidenza uno scenario contrastato. Infatti, si osserva un'accelerazione della diffusione di queste iniziative, con diversi casi di successo, ma con grado di maturità basso, ovvero l'utilizzo degli strumenti non è sistematico e pervasivo. Addirittura diverse iniziative sono da considerarsi “clandestine”, ciò avviate dal business, senza coinvolgimento dell’IT.

Dall'analisi delle risposte emerge un'elevata attenzione e diffusione delle iniziative: nel 2010 oltre il 90% delle imprese del campione ha in corso iniziative UC&C ed ECM e più della metà (57%) ha iniziative di SN&C. Però, verificando l'investimento dedicato si rileva un livello medio di spesa ridotto rispetto al totale della spesa ICT: si passa infatti da un budget di circa 110.000 euro per le iniziative di SN&C, ai 225.000 euro e 265.000 euro per gli investimenti in UC&C e in ECM.

«Il fenomeno Enterprise 2.0 sembra ancora affetto da una sorta di “sindrome di Peter Pan”: in molte aziende, infatti, è come se le iniziative si “rifiutassero di crescere”, superando la fase sperimentale per integrarsi al cuore dei processi di business» ha affermato Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Enterprise 2.0.
Sono in particolare blog, forum, wiki, podcasting, videosharing e social networking che, pur presentando in media interessanti tassi di diffusione, hanno un livello di maturità inferiore. Questo li destina finora ad ambiti di nicchia, soprattutto nelle attività di marketing e di organizzazione ICT.
La causa va ricondotta principalmente alle difficoltà delle aziende a gestire il cambiamento. L'enfasi che viene spesso posta sugli strumenti rischia di far dimenticare che l'Enterprise 2.0 è un fenomeno innanzitutto organizzativo: le nuove tecnologie 2.0 non fanno che abilitare o facilitare approcci e modelli organizzativi che sono però il risultato di una progressiva evoluzione “sociale” dei bisogni delle persone e delle loro modalità di relazione dentro e fuori le imprese.

Clicca su Salva e scarica il Case History di Reed Business Information.

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